Pubblicato sull’Osservatore Romano di lunedì 6 luglio 2026 l’articolo “Dalla casa alla chiesa”, riflessione nata dalla lettura dell’Enciclica MAGNIFICA HUMANITAS di Papa Leone XIV e dall’inaugurazione della Torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia un piccolo contirbuto e sintesi della riflessione sulle parole dell’architettura nei Vangeli.
Nei Vangeli l’architettura è presente sia come dato reale, la casa, le città e il tempio, sia come elemento simbolico: la casa delle parabole e simbolo della famiglia, la stanza quale luogo di preghiera e la porta che è Cristo stesso il passaggio, la Gerusalemme celeste, il deserto come non-luogo, il Tempio come corpo di Cristo da ricostruire in tre giorni, e la pietra (petram non lapidem) sulla quale Gesù comanda all’Apostolo Pietro di edificare (e non costruire) la sua Ecclesia.
L’architettura è testimone del messaggio cristiano, ragione e significato della trattazione teorica dell’architettura stessa dalle prime costruzioni paleocristiane, ai trattati dell’Alberti, del Palladio e almeno fino al XIX la chiesa, come edificio, è il principale oggetto delle teorie architettonica, e nel XX secolo la chiesa è dove la poetica dell’architetto riesce a esprimersi, si pensi alla cappella Rochamp di Le Corbusier.
La proposta è una indagine sul linguaggio architettonico nei Vangeli come dispositivo antropologico e simbolico, letti con l’orecchio dell’architetto, prestando attenzione a quei termini e concetti relativi all’architettura: dalla casa alla città, dal tempio al deserto.
Felice di segnalare la pubblicazione della raccolta poetica “Holzmaden Saurierfrëdhöf“ grazie alla Italic peQuod. Novembre è il mese adatto, inizia con una ricorrenza, la visita ei cimiteri e il cimitero è l’oggetto attorno al quale gravitano le poesie di Holzmaden.
Kristian Fabbri, Holzmaden Saurierfrëdhöf. Cimitero dei dinosauri di Holzmaden, Italic peQuod, 2025
AmazonIBS La raccolta presente poesie scritte negli ultimi 5 anni durante i quali iniziato a frequentare il cimitero, e tutte le poesie scritte e, alcune, lette durante l’evento pubblico ‘In memoria’ realizzato da ‘Altrove – Spettacolo Teatrale Dal Vero’.
Diviso in sette parti, le prime due personali e le altre scritte per “In memoria” dell’esperienza di Altrove, confesso che sono contento del risultato, anche del manufatto libro, grazie alla passione e competenza dell’editore. Spero lo siano altrettanto i lettori.
Seguendo la linea poetica dei precedenti anche per questo volume il titolo fa riferimento ai dinosauri: Holzmaden è un comune tedesco, di circa duemila abitanti, nel distretto di Stoccarda, noto per il ritrovamento di un ricco un giacimento fossile, un cimitero di dinosauri, risalente al periodo giurassico.
La bambina partorita due volte
La bambina partorita due volte ha un cuore bianco avvolto nelle coperte ricamate in cinque lingue e conosce i fratelli di questo e dell’altro mondo. Nulla so, di lei, se non quello che ne è stato scritto e della volontà della madre che regala il mondo, qui e l’universo della precisione: le specie, le case.
La pioggia non sbaglia mai
La pioggia non sbaglia mai arriva, cade, evapora. sbagliarono le mani a contenere la terra addomesticare i campi a cuocere il pane.
Quante volte abbiamo parlato dei sassi?
Quante volte abbiamo parlato dei sassi? Mai. Quante volte? Mai abbiamo parlato dei sassi.
Felice di segnalare l’uscita del mio nuovo libro “Misurare l’aria. Il comfort”Mimes Edizioni nel quale racconto il comfort termico, la sua storia e la sua influenza nella storia dell’architettura e della società.
(dalla quarta di copertina)
Quando caldo è troppo caldo? Cos’è la temperatura percepita? Perché in una sala d’attesa c’è sempre una persona che si lamenta per il freddo eccessivo o le correnti d’aria? Si scrive comfort o confort? Dal concetto di comfort nasce la diffusione degli impianti termici, quando diventa possibile controllare la temperatura e l’umidità degli ambienti. La storia del comfort termico inizia negli anni Trenta del XX secolo a opera di P. Gagge, ma è nel 1970 che P.O. Fanger scrive l’equazione in grado di prevedere il comfort percepito negli ambienti indoor. Negli stessi anni la bioclimatologia elabora la temperatura percepita per valutare il comfort negli spazi all’aperto e prevedere gli effetti sulla salute delle ondate di calore. L’architettura del XX secolo deve (anche) alla possibilità di controllare il comfort a tutte le latitudini il suo successo. La sfida dell’architettura e dell’urbanistica del XXI secolo è garantire comfort, salute e sostenibilità ambientale, una questione tecnica e culturale.
(ritrovata nei file e ripropongo oggi, come archivio)
Il portatore
Il portatore di handicap, avanza con la forza elettromagnetica, arriva dalla rampa laterale sì, da allungare il percorso, sì, da rendere rapida la salita, al golgota del sagrato.
Che il Signore preda con sé l’architettore, pigro solutore di burocratica segregazione, si sappia di cosa è portatore
Il burocrate del Vangelo, legge con intellegibilità didascalica, arrota dalle citazioni la morale sì, da adempire al compito, sì, da consegnare il pane, al negozio del sagrato.
Che il Signore sia con il mio spirito collazione di omelie e punti fedeltà sì, sappia di quanti ne è portatore.
Al centro in fronte alla rappresentazione del Dio sofferente, è il portatore, e dietro, il popolo dei giusti a rendere conto delle proprie colpe, in fronte al sofferente di azioni, di opere, di omissioni.
Che abbassa gli occhi, al timido incomodo all’incedere in navata verso il pane, come se ne avesse colpe,
ed è (a) questo che prego che gli occhi del portatore trovino sguardo dritto, fiero verso quel Dio non più sofferente, davanti con sguardo in piedi
di fronte al mondo di fronte alla rappresentazione di fronte al popolo dei giusti,
Che non è nessuna vergogna o colpa, nell’esserci
e prego per il Signore, burocrate causa, di ogni vergogna e colpa, prego perché si perdoni per sua colpa, sua grandissima colpa, tu solo mandante, tu solo il colpevole tu solo l’altissimo collezionista dei punti fedeltà.
Sia dato al portatore, ciò di cui ha bisogno, nessuno scrigno di pietà o compassione, nessuna remissione date al portatore, amici e parole e canti, e canti ancora a tutt’occhi a tutta gola.
Che sia il tempo solo dei canti e canti in coro.
(Riproduzione riservata. Il materiale contenuto è consultabile e riproducibile a patto di citarne fonte ed autore ed i relativi link)
Il testo drammaturgico ‘Le sette misericordie di Caravaggio’ (SIAE: 953525A) vince il secondo Premio Fondazione Teatro Carlo Terron 2023, della Rivista Sipario consegnato sabato 2 marzo presso il Chiostro Nina Vinchi del Piccolo Teatro Milano.
Il premio è stato ricevuto dall’autore da Alessandro Quasimodo attore, poeta e regista alla presenza di Claudia Lawrence, Giulia Lazzarini e del Direttore della rivista Mario Mattia Giorgetti.
Dalla quarta di copertina: “Dormi, domani il cielo ti attende” La pace, il quieto vivere costano e se questo costo fosse la sofferenza di un bambino? Il racconto è stato scritto e il bambino, quel bambino, è chiuso in una stanza, una cantina, un tugurio con quattro scope, ma è un racconto, finzione; gli altri bambini, invece, quelli veri sono in fondo al mare, o sulle spiagge, come addormentati, o nelle tende, oppure, ancora, in altre miserie necessarie perchè si realizzi, almeno in aparenza, almeno in qualche parte del mondo, per qualcuno almeno, la pace.
Kristian Fabbri LA FORMA E LA FORMULA. La sostenibile leggerezza ovvero cosa intendi per sostenibilità Libria Editore, 2023, ISBN 978-8867642984
Il volume affronta il rapporto tra forma e formula in architettura: dalle risposte al clima locale, presenti fin da Vitruvio, ai problemi della salubrità delle abitazioni, affrontato nel XIX secolo e da tutto il Movimento Moderno; dai problemi energetici, dopo la prima crisi del 1973, alla sostenibilità del costruire, causa e soluzione al problema dei cambiamenti climatici e dell’attuale crisi energetica. Passando per i testi di Olgyay, Givoni, Fanger, Mazria, l’autore si fa sostenitore di un’architettura inclusiva a scala umana.
L’architettura è forma. La forma è la sostanza dell’architettura, senza forma non esiste né contenuto né contenitore. La forma è la risposta architettonica alle necessità dell’abitare, del vivere. L’architettura è formula, dal latino diminutivo di forma, regola, senza formula non esiste il progetto che porta alla formulazione, ovvero a ‘esprimere secondo la forma’.
La storia si ripete con altre parole.
Collezionando testi e manuali tecnici dell’architettura, in particolare sui temi legati alla sostenibilità – in senso ampio: energia, impianti tecnici, trattati, urbanistica, fisica degli edifici – mi sono accorto che, nel tempo, si ripetevano più o meno gli stessi termini e concetti (orientamento, protezione dagli agenti atmosferici, qualità dell’abitare, bellezza), seppure declinati in maniera differente a seconda dell’epoca storica. Il volume propone una nuova lettura del rapporto tra forma e formula in architettura: dalle risposte al clima locale, presenti fin da Vitruvio, ai problemi della salubrità delle abitazioni, affrontato nel XIX secolo e da tutto il movimento moderno; dai problemi energetici, dopo la prima crisi energetica, quella del 1973, alla sostenibilità del costruire, causa e soluzione al problema dei cambiamenti climatici e dell’attuale crisi energetica; passando per testi capisaldo di Olgyay, Givoni, Fanger, Mazria, per concludere con una proposta per il prossimo secolo, un’architettura inclusiva, a scala umana.
«Il XXI secolo, nasce interamente nell’Antropocene, si apre con l’evidenza dei cambiamenti climatici, della necessità di ridefinire il modello di sviluppo così come si è realizzato dalla rivoluzione industriale in poi, incluso il modello insediativo e urbanistico, oltre a ridefinire, nell’economia, il rapporto con la natura e con l’ambiente, e una serie di problemi di scala mondiale e, al tempo stesso, locale.» (p.171)
Come fare? L’architettura è la risposta (una risposta).
indice
Capitolo 1 – La sostenibile leggerezza (ovvero: cosa intendi per sostenibile) Capitolo 2 – Clima Capitolo 3 – Salubrità – Asse eliotermico – Il Movimento Moderno Capitolo 4 – Milestones – Victor Olgyay, Design with Climate (1963) – Baruch Givoni, Man, Climate and Architecture (1969) – Edward Mazria, The Passive Solar Energy Book (1979) Capitolo 5 – Energia – – I limiti dello sviluppo (1972) – Le soluzioni progettuali – – Design for a Limited Planet (1976) – Le soluzioni tecniche – – Architecture and energy (1977) – – The Solar Home Book (1976) Capitolo 6 – Sostenibilità
Dimenticai il mio nome prima di tutti gli altri. Dimenticai il nome delle stanze la camera, dov’era il bagno e la cucina la sedia, il tavolo mi guidavano al posto che dicevano essere il mio.
Ora siedo a pranzare con la mia famiglia o a cena, non ricordo: era questo il mio posto? Io, che ero sempre in piedi, il piatto in mano, a cucinare e servire a tavola, ora sono seduta, servita.
Dimenticai il mio nome e il numero dei miei figli mi ripetevano nomi al sentire i quali alzavo la testa come a un richiamo, a un segno.
Scordai il giorno e la notte, e, per ricordarmi il giorno dalla notte, per ricordarmi delle stanze e delle cose, spostavo piatti, vasi, cuscini per portarli al loro giusto posto: nel frigo, in bagno, in soffitta perché li cercassero, in piedi anche loro, da una stanza all’altra persi dietro a nulla, al nulla, come me.
Dimenticai anche il cielo e la terra; il mondo si dimenticherà di me a mia memoria, il mio nome: io, ho ancora questa parola per dirmi, ora ricordo che ero, per chi ero, io, ero felice di imparare ancora, e tu? Tu che fiori mi porti? Come ti chiami? Quando arriva l’uva? E la mamma?
MOTIVAZIONE KRISTIAN FABBRI
La silloge di Kristian Fabbri, «A memoria», in quest’autunno che puntualmente scivola verso l’imminente celebrazione dei defunti, ci riporta alle atmosfere romanticamente cimiteriali di Thomas Gray, Foscolo ed Edgar Lee Masters, ma con l’aggiunta di un tocco moderno e personale. Il luogo delle sepolture diventa letteralmente un «campo santo», territorio di trapasso fisico e metaforico, architettura d’incontro tra l’incontestabile finitudine del corpo e l’agognata continuità nello spirito di chi resta. Come nell’«Antologia di Spoon River», il ricordo del quotidiano ormai estintosi e le faccende rimaste in sospeso fanno irruzione nella terra che ancora non trova pace. Dalle tombe si levano quesiti, ora rivolti a chi vive, ora a chi regna su vivi e morti. Quesiti che smuovono e commuovono. Le risposte hanno differenti colori, quelli dei fiori a cui i sepolti non sanno e non vogliono rinunciare. Una sorta di « dimmi che fiore mi porti e ti dirò cosa sono stato per te». Le liriche sono racconti che hanno scelto la brevità del verso per orchestrare i molteplici punti di vista dell’autore e conferire una musicalità scattante al suo incessante rivolgersi a se stesso, a Dio, al lettore. Il finale è una spirale di corsi e ricorsi storici con cui Fabbri pare voglia fare i conti, annoverando nel bilancio anche la variabile pandemica che non ha fatto altro che aggiungere polvere ai tumuli sempre più bisognosi di tutta la nostra memoria emotiva. (Scritta da Gabriella Montanari)
Posso tornare a te – Documentario Storia della Beata
Suor Maria Laura Mainetti (zia Teresina) – scritto e ideato da Grazia serra”Posso tornare a te”. Storia di suor Maria Laura Mainetti Documentario TV2000 #teresina #mainetti #beata #beatificazione #beatasuormarialaura #documentario #TV2000 #lastoria #donodisè #donarsi #figliedellacroce #chiavenna #diocesicomo #como #colico #villaticodicolico #graziaserra #grazie #gesù #ilmiogesù #6giugno2000 #6giugno2021 #possotornareate