Povertà energetica

podcast intervista pubblicata

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Le città invivibili

Intervento alla trasmissione Radio 3 Scienza 18 luglio 2023, per parlare di clima, città e architettura.

(e grazie alla gioiosa redazione)

ascolta qui

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Liberare il bambino – MelvilleEditore

quindi scrivi qualcosa, un racconto in racconti, un ricordo per liberare un racconto;

quindi invii a un concorso; quindi lo pubblicano, piccolo, leggero;

quindi
.
Kristian Fabbri, Liberare il bambino, Melville editore, 2023

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Dalla quarta di copertina: “Dormi, domani il cielo ti attende” La pace, il quieto vivere costano e se questo costo fosse la sofferenza di un bambino? Il racconto è stato scritto e il bambino, quel bambino, è chiuso in una stanza, una cantina, un tugurio con quattro scope, ma è un racconto, finzione; gli altri bambini, invece, quelli veri sono in fondo al mare, o sulle spiagge, come addormentati, o nelle tende, oppure, ancora, in altre miserie necessarie perchè si realizzi, almeno in aparenza, almeno in qualche parte del mondo, per qualcuno almeno, la pace.

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La forma e la formula

Kristian Fabbri
LA FORMA E LA FORMULA.
La sostenibile leggerezza ovvero cosa intendi per sostenibilità
Libria Editore, 2023, ISBN 978-8867642984

Il volume affronta il rapporto tra forma e formula in architettura: dalle risposte al clima locale, presenti fin da Vitruvio, ai problemi della salubrità delle abitazioni, affrontato nel XIX secolo e da tutto il Movimento Moderno; dai problemi energetici, dopo la prima crisi del 1973, alla sostenibilità del costruire, causa e soluzione al problema dei cambiamenti climatici e dell’attuale crisi energetica. Passando per i testi di Olgyay, Givoni, Fanger, Mazria, l’autore si fa sostenitore di un’architettura inclusiva a scala umana.

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***

L’architettura è forma. La forma è la sostanza dell’architettura, senza forma non esiste né contenuto né contenitore. La forma è la risposta architettonica alle necessità dell’abitare, del vivere.  
L’architettura è formula, dal latino diminutivo di forma, regola, senza formula non esiste il progetto che porta alla formulazione, ovvero a ‘esprimere secondo la forma’.

La storia si ripete con altre parole.

Collezionando testi e manuali tecnici dell’architettura, in particolare sui temi legati alla sostenibilità – in senso ampio: energia, impianti tecnici, trattati, urbanistica, fisica degli edifici – mi sono accorto che, nel tempo, si ripetevano più o meno gli stessi termini e concetti (orientamento, protezione dagli agenti atmosferici, qualità dell’abitare, bellezza), seppure declinati in maniera differente a seconda dell’epoca storica.
Il volume propone una nuova lettura del rapporto tra forma e formula in architettura: dalle risposte al clima locale, presenti fin da Vitruvio, ai problemi della salubrità delle abitazioni, affrontato nel XIX secolo e da tutto il movimento moderno; dai problemi energetici, dopo la prima crisi energetica, quella del 1973, alla sostenibilità del costruire, causa e soluzione al problema dei cambiamenti climatici e dell’attuale crisi energetica; passando per testi capisaldo di Olgyay, Givoni, Fanger, Mazria, per concludere con una proposta per il prossimo secolo, un’architettura inclusiva, a scala umana.

«Il XXI secolo, nasce interamente nell’Antropocene, si apre con l’evidenza dei cambiamenti climatici, della necessità di ridefinire il modello di sviluppo così come si è realizzato dalla rivoluzione industriale in poi, incluso il modello insediativo e urbanistico, oltre a ridefinire, nell’economia, il rapporto con la natura e con l’ambiente, e una serie di problemi di scala mondiale e, al tempo stesso, locale.» (p.171)

Come fare?
L’architettura è la risposta (una risposta).

indice

Capitolo 1 – La sostenibile leggerezza (ovvero: cosa intendi per sostenibile)
Capitolo 2 – Clima
Capitolo 3 – Salubrità

– Asse eliotermico
– Il Movimento Moderno
Capitolo 4 – Milestones
– Victor Olgyay, Design with Climate (1963)
– Baruch Givoni, Man, Climate and Architecture (1969)
– Edward Mazria, The Passive Solar Energy Book (1979)
Capitolo 5 – Energia
– – I limiti dello sviluppo (1972)
– Le soluzioni progettuali
– – Design for a Limited Planet (1976)
– Le soluzioni tecniche
– – Architecture and energy (1977)
– – The Solar Home Book (1976)
Capitolo 6 – Sostenibilità

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Impianti tecnici e architettura

“Qui ogni pietra è memoria della vita dell’artigiano che l’ha scolpita, che l’ha posata, delle migliaia di mani, di vite che l’hanno lavorata, trasformata!” così, John Ruskin a metà del XIX secolo scrive al padre, da Venezia e sempre di Venezia scrive all’amico Clayton: “questa città, ne ho scritto una pagina, dove le pietre sono storia, vita, parlano degli artigiani, sono lingua, la luce che illumina ogni palazzo“.

Le pietre, i palazzi, le “cose” che costituiscono e costruiscono l’architettura, sono ciò che rimane della vita degli artigiani, della “cultura del fare attraverso le mani e, incluso la tecnica impiantistica moderna che muove i primi passi proprio nel XIX secolo, anch’essa fatta dalle mani e dal sapere degli artigiani e, come le pietre di Ruskin, testimonianza della storia della tecnica e dell’architettura.

Il libro “Impianti tecnici e architettura. Storia, conoscenza, conservazione” affronta gli impianti tecnici (riscaldamento, illuminazione, raffrescamento, etc) sotto il profilo storico e culturale, quali testimoni della “cultura-del-fare” degna di conoscenza e preservazione.

Il volume vuole porre il lettore in grado di trovare risposte ai numerosi dubbi che, se né è certi, avrà sulle questioni dell’impiantistica soprattutto storica, fornendogli uno strumento sintetico di consultazione per l’analisi. Un ausilio utile allo studioso come al tecnico impegnato in operazioni di progettazione di interventi di tutela.” (dall’introduzione di Marco Pretelli)

Kristian Fabbri, Impianti tecnici e architettura. Storia, conoscenza e conservazione, Altralinea, Firenze, 2022, ISBN 9791280178534

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Premio Gozzano 2021 – III Classificato Silloge inedita

Kristian Fabbri si è classificato terzo al XXIIº Concorso Letterario Guido Gozzano, (motivazioni) con i testi scritti per lo spettacolo “Altrove, in Memoria” portato in scena nel suggestivo cimitero storico di Capanne di Verghereto.

Si riporta una poesia



Dimenticai il mio nome

Dimenticai il mio nome
prima di tutti gli altri.
Dimenticai il nome delle stanze
la camera, dov’era il bagno e la cucina
la sedia, il tavolo
mi guidavano al posto
che dicevano essere il mio.


Ora siedo a pranzare
con la mia famiglia
o a cena, non ricordo:
era questo il mio posto?
Io, che ero sempre in piedi,
il piatto in mano, a cucinare
e servire a tavola, ora
sono seduta, servita.

Dimenticai il mio nome
e il numero dei miei figli
mi ripetevano nomi al sentire i quali
alzavo la testa
come a un richiamo, a un segno.

Scordai il giorno e la notte,
e, per ricordarmi il giorno dalla notte,
per ricordarmi delle stanze e delle cose,
spostavo piatti, vasi, cuscini
per portarli al loro giusto posto:
nel frigo, in bagno, in soffitta
perché li cercassero, in piedi anche loro,
da una stanza all’altra
persi dietro a nulla, al nulla, come me.

Dimenticai anche il cielo e
la terra; il mondo si dimenticherà di me
a mia memoria, il mio nome:
io,
ho ancora questa parola per dirmi, ora
ricordo che ero, per chi ero,
io, ero felice di imparare ancora, e
tu?
Tu che fiori mi porti?
Come ti chiami?
Quando arriva l’uva?
E la mamma?


MOTIVAZIONE KRISTIAN FABBRI

La silloge di Kristian Fabbri, «A memoria», in quest’autunno che puntualmente scivola verso l’imminente celebrazione dei defunti, ci riporta alle atmosfere romanticamente cimiteriali di Thomas Gray, Foscolo ed Edgar Lee Masters, ma con l’aggiunta di un tocco moderno e personale. Il luogo delle sepolture diventa letteralmente un «campo santo», territorio di trapasso fisico e metaforico, architettura d’incontro tra l’incontestabile finitudine del corpo e l’agognata continuità nello spirito di chi resta. Come nell’«Antologia di Spoon River», il ricordo del quotidiano ormai estintosi e le faccende rimaste in sospeso fanno irruzione nella terra che ancora non trova pace. Dalle tombe si levano quesiti, ora rivolti a chi vive, ora a chi regna su vivi e morti. Quesiti che smuovono e commuovono. Le risposte hanno differenti colori, quelli dei fiori a cui i sepolti non sanno e non vogliono rinunciare. Una sorta di « dimmi che fiore mi porti e ti dirò cosa sono stato per te». Le liriche sono racconti che hanno scelto la brevità del verso per orchestrare i molteplici punti di vista dell’autore e conferire una musicalità scattante al suo incessante rivolgersi a se stesso, a Dio, al lettore. Il finale è una spirale di corsi e ricorsi storici con cui Fabbri pare voglia fare i conti, annoverando nel bilancio anche la variabile pandemica che non ha fatto altro che aggiungere polvere ai tumuli sempre più bisognosi di tutta la nostra memoria emotiva. (Scritta da Gabriella Montanari)

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Posso tornare a te – Documentario Storia della Beata Suor Maria Laura Mainetti (zia Teresina) – scritto e ideato da Grazia serra

Posso tornare a te – Documentario Storia della Beata

Suor Maria Laura Mainetti (zia Teresina) – scritto e ideato da Grazia serra”Posso tornare a te”. Storia di suor Maria Laura Mainetti
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link youtube

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Distanze Obliterate

Pubblicate quattro poesie nella collettanea Distanze Obliterate di Almapoesia

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TEDx Cesena – Innamorarsi di un luogo: Biblioteca Malatestiana e microclima storico | Kristian Fabbri

La Biblioteca Malatestiana di Cesena, che compare dal 2005 nel Registro della Memoria del Mondo dell’Unesco, è un edificio straordinario. Kristian Fabbri ne è innamorato e, tramite un recente studio, ha portato alla luce elementi estremamente interessanti della sua costruzione e del suo microclima, che hanno permesso di garantire la perfetta conservazione dei manoscritti dal ‘400 a oggi. Dello studio e di cosa abbia generato in seguito, Kristian ci parla in questo avvincente talk.

This talk was given at a TEDx event using the TED conference format but independently organized by a local community. Learn more at https://www.ted.com/tedx

Qui il link

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sei agosto ’20 quattordici agosto ’43

Lo dobbiamo risolvere
questo errore dell’universo
che ferma gli orologi
e il cuore
con ruggine e scartamento.

L’eterno, noioso,
intorpidisce il sonno
dove cadere é un mistero
come lo é la veglia
e la causa di ogni mattino.

La dobbiamo ricordare
questa fortuna: l’universo
continua, ogni secondo,
l’averti a fianco:
e il cuore
e sguardi e luce.

(k.f.)

Piera Mainetti (mamma)

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