Libri e Teatro

Libri

  • Kristian Fabbri, TRICERATOPO. del battere il pugno sul tavolo, Italic Pequod, 2015, ISBN 978-8898505654
  • Kristian fabbri, SPEER. Architettura e|è potere, CASA EDITRICE LIBRIA (2016) ISBN 9788867640829.
  • Kristian Fabbri, Christian Casadei, SAUROMACHIA, Italic Pequod, 2019, ISBN 978-8869742705

Collettanee

  • 2016 – AA.VV. Mario Luzi, Enciclopedia della Poesia Contemporanea Vol.7, Fondazione Mario Luzi
  • 2012 – AA.VV. I poeti contemporanei, Pagine editore
  • 2002 – AA.VV. Voci Condivise, Fara Editore

Teatro

SPEER. Architettura e|è potere, è stato messo in scena dal Collettivo “Gli Eredi” (E.Nicoletti, F.Benoit-Lombard) con replica a Cesena, Forlì, Bologna, Torino e Parigi

SADI CARNOT è stato messo in scena dalla compagnia Onda Laser Teatro (Torino) nell’ambito della rassegna Arte e Scienza 2016

Premi e riconoscimenti

2015 – il testo teatrale ‘Speer. Architettura e|è potere’ vince il Premio autori italiani -2015 Premio Fondazione Teatro Carlo Terron sezione Monologhi della rivista Sipario.

2014 – Il testo teatrale ‘Carnot’ è segnalato al Premio FERSEN alla drammaturgia e alla regia, X edizione.

per quale motivo

Motivo (1) Atto a muovere o a essere mosso, nel linguaggio giuridico “errore motivo”, errore che, consistendo in un falso giudizio della situazione, incide nella formazione della volontà.
Motivo (2) Stato d’animo, convinzione intellettuale (…) che influendo sulla volontà, spinge ad agire in un determinato modo o a compiere una determinata azione

Inizio dalla parola, cosa che è facile, come innesco per bruciare la pagina bianca, ma non ho pagine, non scrivo né con penne, né con fuoco, non bruciano le mie parole, non si traducono, in materia, sono risultato di circuiti, un file, bianco, con il cursore che lampeggia, fingendo di suggerire un inizio, lì attivo, aspetta, attende, e Non sono atto a muovere, nell’inviare la lettera motivazionale, letteralmente il motivo, il mio motivo, lo definirei come l’atto a essere mosso, a essere trascinato, dal dover fare, ora che ho avuto un tempo – fortunatamente breve
– senza respiro, ora che non ho il tempo per fare nulla: devo ricominciare.

E ricomincio dalle parole, seguo un corso di una nuova lingua, con la stessa meraviglia per i segni di quando ero bambino, e mi muovo anche verso ciò che non conosco, se non per relata fero. Le parole, e il teatro come documento, archeologica della relazione, uso le mie acquisite competenze topografiche, numeriche, fisiche per recuperare quanto non è ancora stato.

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