28.07.2014 – Diario dall’A14

Oggi, mentre tornavo da Bologna, in autostrada, mi è tornato in mente tutte le volte che ho visto la stessa strada dal Cacciamali, durante il militare, per andare a suonare ai giuramenti a Senigallia, e quanto quel periodo sia stato inutile, non solo per l’astio verso i giovani commilitoni, così eccitati dall’essere fuori casa da non avermi fatto dormire, ma anche perchè è stato il periodo più lungo, in cui non ho avuto a che fare con donne, non che ce ne fosse che, ma dieci mesi, non ci avevo mai pensato, così mi son venute in mente quelle che ho conosciuto, senza nomi o volti, alcune le porto dietro ancora, da più della metà della mia vita, altre da qualche settimana, ed è come se fosse da sempre, altre le ho frequentate per qualche ora, mese, anno, e poi perse, diverse età, le loro e la mia, diversi contesti, e quello che mi è venuto in mente, al confronto con i dieci mesi maschili, è la loro capacità, se vogliono, di gestire il tempo in maniera diversa, non son sicuro se potrò mai abituarmici del tutto, ma hanno la capacità, dopo silenzi, strappi, idiozie, hanno la capacità di rammendare, ma non l’immagine della servetta china sui vestiti, ma il rammendare in senso più generale, la capacità, se vogliono, di cercare di rimettere insieme, se vogliono, i lacerti di un discorso, come se non si fosse interrotto, questa capacità mi manca, per questo confido siano loro a trovare i lembi strappati, e poi son passato al “rammendo delle periferie”, lo slogan del Senatore Renzo Piano, uno slogan e come tale sintetico, persino banale, ma in quel rammendo, nella capacità di ricucire tempi diversi, errori e strappi del territorio c’è la sfida dell’architettura, l’architettura una parola declinata al femminile, che dovrebbe essere sintesi della capacità di organizzare, ma che vede come protagonisti gesti virili, risolutivi, immediati, nel tempo e nello spazio, e forse il rammendo richiede competenze che ancora non sono date al governo della città, alla progettazione degli edifici, un tempo che abbia in se la capacità tecnica e la pazienza, che si eserciti (evidentemente sta cosa del militare era ancora nella mia testa), dicevo che si eserciti nella durata,

Kristian Fabbri
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