Urban Fuel Poverty

Urban Fuel Poverty, editor K.Fabbri by Elsevier


https://www.elsevier.com/books/urban-fuel-poverty/fabbri/978-0-12-816952-0

(dalla premessa)
“La povertà è una condizione che dipende dal contesto sociale ed economico; secondo l’approccio del sociologo Georg Simmel, tra i primi a studiare il rapporto tra città e società, la condizione di povertà si manifesta non quando vi è una condizione di privazione, ma quando si riceve assistenza in quanto povero. In senso generale la povertà è presente quando un singolo soggetto non è in grado a vivere nelle stesse condizioni del contesto sociale di riferimento. Simmel punta l’attenzione sulla figura sociale del povero, escludendo le condizioni materiali di sussistenza: in un contesto dove tutta la società si trova in condizione di sotto-nutrizione, nessuno è povero, mentre in una condizione di abbondanza di cibo, chi ne è privo, e di conseguenza ha bisogno di assistenza, è identificato nella categoria sociale del “povero”. (Georg Simmel, “Der Arme”, in Soziologie Untersuchungen uber die Formen der Vergesellschaftung, Berlin, Dunker & Humbolt, 1908). 
(…)
Il libro Urban Fuel Poverty intende affrontare il contesto ambientale cittadino, nei paesi sviluppati, all’interno del quale si possono verificare condizioni di fuel poverty che dipendono, in maniera combinata da fattori sociali, economici, ambientali e con effetti sulla salute fisica, psicologica e sociale dei soggetti in tali condizioni. A questo si aggiunge un ulteriore fattore che è la invisibilità del problema fuel poverty; mentre sono evidenti i soggetti in condizioni di privazione assoluta (homeless, persone accudite dai servizi sociali etc.) chi non ha sufficienti reddito per pagare – a sufficienza – l’energia, vive al freddo mantenendo così una dignità sociale, o, più banalmente, senza ritenere che restare “al freddo” in casa per diverse ore della giornata, non è una condizione normale per tutti. Questa condizione è più comune di quanto è rilevato dai vari indicatori sociali, è nelle città eppure è – spesso – invisibile”
Kristian Fabbri

Urban Fuel Poverty - Cover

Table of Contents

Foreword
Kristian Fabbri

PART I – WHAT IS ENERGY FUEL POVERTY
1. Energy Poverty a definition
Victoria Pellicer-Sifres
2. Role of economy and income to fall in energy poverty. Policy act
Fateh Belaïd
3. Role of climate and city pattern
Teodoro Georgiadis
4. Role of building to fall in fuel poverty
Kristian Fabbri
5. Health impact of fuel poverty
Vincenzo Condemi and Massimo Gestro

PART II – HOW TO MEASURE FUEL POVERTY
6. Energy poverty indicators: energy price, income and statistics
Ivan Faiella and Luciano Lavecchia
7. Social and health-related indicators of energy poverty: An England case study
Jamie-Leigh Ruse, Helen Stockton and Peter Smith

PART III – HOW TO ACT TO TACKLE IT
8. Policy action
Jiří Karásek and Jan Pojar
9. Cities and buildings efficiency improvement of energy-poor household
Jacopo Gaspari
10. Health and social outcomes of housing policies to alleviate fuel poverty
Wouter Poortinga

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Dear Major

“Dear Major,
we are writing in order to protest against new sanctuary built above historical geological structure.

It disfigure natural valley and maybe it could be have some affect about river (see figure). Furthermore architectural design are not coherent with historical contest: we don’t use cylindrical tower (why architect decide to do it? is his crazy?) and church don’t use Romanesque Style.

We are not agree !

In attachment a picture of disfigure”

SAIANO

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“SPEER Architettura e|è potere” : il LIBRO!

Speer-libroSPEER Architettura e|è potere

(di Kristian Fabbri ISBN 9788867640829 €.14.00)

è stato pubblicato dalla Casa Editrice LIBRIA, una piccola casa editrice specializzata in architettura che si è avventurata anche nel teatro.

Il Volume contiene il testo integrale del monologo, dal quale è stato tratto lo spettacolo prodotto da Gli Eredi, e due brevi post-fazioni sulla figura dell’architetto Albert Speer (di M.Antonicci e S.Nannini) e sul rapporto tra architettura a potere (di I.Tolic)

Modalità per l’acquisto:

1 – Direttamente presso la CASA EDITRICE LIBRIA, tel_fax +39 (0)972 236054 o mandando una e-mail a: ed.libria@gmail.com

http://www.librianet.it/contatti.php

2 – attraverso INTERNET nei siti di acquisto libri online:

http://www.ibs.it/code/9788867640829/scheda/libro.html

https://www.libroco.it/dl/Fabbri-Kristian/Libria/9788867640829/Speer-L-architettura-e%7Ce-potere/cw996263184580512.html

3 – ORDINANDO direttamente nella propria libreria di fiducia! In questo modo si fanno due azioni buone: la prima è che fate coprire la Casa Editrice al vostro librario (se non la conosce già) e la seconda riguarda il libro, dato che le librerie – di solito – ordinano due copie, una per il cliente l’altra da tenere in esposizione, così che altre persone possano vederlo, sfogliarlo e conoscere casa editrice.

***

La pubblicazione del monologo, oltre a rendermi felice, mi consente di fare alcuni ringraziamenti:

  • prima di tutto ringrazio l’editore, Antonio Carbone, dopo la proposta nella prima telefonata mi ha detto “… guarda che noi siamo piccoli, … se trovi un’altra casa editrice più grande va bene lo stesso, … l’importante è che i libri vadano per il mondo, non so se altre Case Editrici l’avrebbero pubblicato, ma dopo una frase cosi, … come fai a resistere;
  • ringrazio Gli Eredi, Ettore, per averlo letto per primo ed averlo fatto proprio, e poi, con Benoit e Sara, per averlo portato in scena;
  • ringrazio Micaela Antonucci e Sofia Nannini (post-fazione Albert:Speer sul costruire e distruggere) e Ines Tolic (L’architettura è un dialogo a tre voci) i loro contributi riescono a fornire al lettore il contesto nel quale si muove la figura drammaturgica del monologo.

 

In ultimo – last but not listringrazio i lettori, o chi vorrà parlare, pubblicizzare, divulgare, diffondere, condividere il post, etc. resto fermamente convinto che parlare, conoscere, discutere anche su cose terribili, faccia crescere.

Viva l’architettura!

Viva il teatro!

 

dalla quarta di copertina:
Il monologo, ispirato ai Diari segreti di Spandau scritti durante i vent’anni di carcere da Albert Speer, l’architetto di Hitler, l’uomo che ha modellato le sue monumentali ambizioni architettoniche, racconta la sua colpa e cerca di coinvolgere gli spettatori in una sentenza che potrebbe ricadere su di loro. Speer rappresenta una figura drammaturgica ambigua, bifronte: da un lato l’arte, la tecnica, la responsabilità della bellezza e dell’eternità, dall’altro il fascino del potere, l’ottusità dei propri desideri, la convinzione di operare per la bellezza come fine ultimo e bene supremo”.

 

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